lunedì 13 ottobre 2008

Bellinzago

11 Ottobre 2008. Ci si ritrova (quasi) tutti a Bellinzago, il paese di Sonia. Alla fine saremo circa la metá. Claudio suona a Piacenza, Stefania é giá tornata in Kenya, Antonella non puó essere dei nostri, Giusy e Piero abitano in Sicilia. Peró é l'ultima occasione per rivedersi e salutare Sonia, che via Parigi raggiungerá il Sud America tra pochi giorni.
La giornata é calda, dopo una punta d'inverno anticipata, questa prima metá di ottobre ci regala gli ultimi ricordi d'estate. Io e Mex siamo i primi ad arrivare a Bellinzago. Conosiamo cosí i genitori di Sonia. Scopriamo che la parlantina é di famiglia, o almeno di parte paterna.
Poco dopo arrivando Ale e Andrea, andiamo tutti insieme a visitare Badia, un piccolo borgo medioevale e pochi chilometri da Bellinzago. Si respira l'aria dell'autunno, ma la luce soffusa del sole morente regala un aria particolare al posto. Siamo forse gli unici visitatori. A parte i gatti che ci guardano con aria interrogativa prima di scappare ai nostri passi, non vediamo anima viva. Solo una simpatica signora esce dalla propria abitazione e ci racconta un pó di storia del borgo.
É quasi buio ormai, stanno per arrivare anche Francesco e Valeria ed é ora di tornare a casa per il rito del taglio dei capelli di Sonia. Nessuno sa perché, a qualcuno non interessa, altri sono stufi di chiederlo...ma Sonia vuole essere rapata a zero. Purtroppo la barbiera di fiducia é malata e cosí tocca ad Andrea improvvisarsi barbiere e procedere al taglio. Sembra quasi di assistere ad un rito sciamanico: Sonia in mezzo a noi a tagliarsi e farsi tagliare i capelli con le forbici prima di passare alla rasatura a macchinetta. Un modo originale per socchiudere una porta (Kenya) e aprirne un'altra (Sud America) con il botto.


Alla fine, in clamoroso ritardo raggiungiamo finalmente l'ACLI di Bellinzago dove si svolgerá la festicciola. Si ordinano le pizze, si aprono le bottiglie di vino e si mette su un pó di musica. La serata scorrerá cosí, tra partite di biliardo, di calcetto e un sacco di bicchieri di vino, fino ad un clamoroso giro tondo nella piazza di Bellinzago tra amici, conoscenti e perfetti sconosciuti. Poi di nuovo a casa dove regna il disordine piú totale, sopratutto sul tavolo della cucina. Tra cavi di alimentazione di chissá cosa, iPod sparsi a caso, qualche bicchiere vuoto e schede di memoria. Quando arriviamo, anche noi appoggiamo lí le nostre cose. Macchine fotografiche, cellulari, mazzi di chiavi e vestiario. Dopo poco si respira l'aria del Tamarindo. Guardando la superfice del tavolo completamente coperta da ogni sorta di oggetto tecnologico e non é inevitabile ripensare al caos che regnava giornalmente sul tavolo del tamarindo. Lí in cucina,tutti insieme quasi alle prime luci del mattino, distrutti dalla stanchezza e ancora di piú dal vino bevuto durante la serata, respiriamo per l'ultima volta la magia del Kenya, delle serata passate a fare niente ma cosí piene di ricordi ed emozioni.
Ognuno alla fine cerca il proprio rifugio di fortuna per passare le poche ore di sonno concessegli. Pochi fortunati useranno un letto, qualcuno i divani, altri la sdraio.
La mattina successiva per la casa si vedono vagare solo facce assonate e affamate. Sonia ci abbandona a casa sua per una festa di famiglia. Dopo aver ascoltato un pó di vecchi dischi (ah! il fascino del vinile!) decidiamo che sia ora di andare a mangiare, ma naturalmente non abbiamo nessuna idea, poca voglia di spendere soldi e ancora meno di sbatterci alla ricerca di qualche locale.
Optiamo per la soluzione piú semplice, imbucarci alla festa di famiglia e scroccare quanto piú possibile. Naturalmente prima telefoniamo per avvertire del nostro arrivo e assicurarci ci sia qualcosa da mangiare.
Vaniamo accolti da una simpatica combricola. Tutti si dimostrano simpatici e un pó chiaccheroni. Ci viene offerta pizza, focaccia, birra e la torta per i 50 anni di zia Anna (ormai ci sentiamo di famiglia). La giornata in campagna scorre veloce, tra 4 chicchere con gli zii, interminabili spiegazioni sulla strada del ritorno e una gita tra i prati e i boschi di Bellinzago. Tutto si conclude con i saluti di rito, baci, abbracci e la promessa di non perdersi di vista.



Un pó sembra finire un'avventura iniziata alcuni mesi fa e che ci siamo portati dentro per tutto questo tempo. Ora forse é ora di pensare alla prossima, cosa fare e dove andare.

1 commento:

sonia ha detto...

siccome stiam parlando del mio paese
siccome stiam parlando della mia famiglia stramba
siccome stiam parlando della mia festa
siccome stiam parlando della mia testa..
eccomi a scriver il mio primo commento...direttamente dall'uruguay

ah..però son rimasta senza parole..
il post è bello quanto il mio ultimo week end italiano..e questo soprattutto grazie a voi..
dai ragazzi..
in bocca al lupo per le vostre nuove avventure..e
hasta pronto
ps: mi son ustionata la capoccia...