lunedì 15 dicembre 2008
Destinazione Istanbul
Ogni tanto il triumvirato si divide e una piccola parte di esso parte per un nuovo viaggio, una nuova avventura. Non importa se vicino o lontano, se per anni o solo per pochi giorni. L'importante é viaggiare, conoscere il nuovo e confrontarsi con esso. Nei prossimi tre giorni quindi 1/3 di triumvirato andrá ad Istanbul, cittá millenaria, crocevia tra Oriente e Occidente, una cittá piena di fascino e cultura, un luogo da cui é stato governato il mondo allora conoscuto in epoche diverse e da popolazioni diverse. Ultimo balurado dell'impero Romano e cittá dalle Mille e una notte sotto il controllo Ottomano. I racconti e le foto che come sempre scandiranno i prossimo giorni, magari faranno sentire anche gli altri 2/3 del triumvirato piú vicini a questa cittá e queste atmosfere.
lunedì 13 ottobre 2008
Bellinzago
11 Ottobre 2008. Ci si ritrova (quasi) tutti a Bellinzago, il paese di Sonia. Alla fine saremo circa la metá. Claudio suona a Piacenza, Stefania é giá tornata in Kenya, Antonella non puó essere dei nostri, Giusy e Piero abitano in Sicilia. Peró é l'ultima occasione per rivedersi e salutare Sonia, che via Parigi raggiungerá il Sud America tra pochi giorni.
La giornata é calda, dopo una punta d'inverno anticipata, questa prima metá di ottobre ci regala gli ultimi ricordi d'estate. Io e Mex siamo i primi ad arrivare a Bellinzago. Conosiamo cosí i genitori di Sonia. Scopriamo che la parlantina é di famiglia, o almeno di parte paterna.
Poco dopo arrivando Ale e Andrea, andiamo tutti insieme a visitare Badia, un piccolo borgo medioevale e pochi chilometri da Bellinzago. Si respira l'aria dell'autunno, ma la luce soffusa del sole morente regala un aria particolare al posto. Siamo forse gli unici visitatori. A parte i gatti che ci guardano con aria interrogativa prima di scappare ai nostri passi, non vediamo anima viva. Solo una simpatica signora esce dalla propria abitazione e ci racconta un pó di storia del borgo.
É quasi buio ormai, stanno per arrivare anche Francesco e Valeria ed é ora di tornare a casa per il rito del taglio dei capelli di Sonia. Nessuno sa perché, a qualcuno non interessa, altri sono stufi di chiederlo...ma Sonia vuole essere rapata a zero. Purtroppo la barbiera di fiducia é malata e cosí tocca ad Andrea improvvisarsi barbiere e procedere al taglio. Sembra quasi di assistere ad un rito sciamanico: Sonia in mezzo a noi a tagliarsi e farsi tagliare i capelli con le forbici prima di passare alla rasatura a macchinetta. Un modo originale per socchiudere una porta (Kenya) e aprirne un'altra (Sud America) con il botto.

Alla fine, in clamoroso ritardo raggiungiamo finalmente l'ACLI di Bellinzago dove si svolgerá la festicciola. Si ordinano le pizze, si aprono le bottiglie di vino e si mette su un pó di musica. La serata scorrerá cosí, tra partite di biliardo, di calcetto e un sacco di bicchieri di vino, fino ad un clamoroso giro tondo nella piazza di Bellinzago tra amici, conoscenti e perfetti sconosciuti. Poi di nuovo a casa dove regna il disordine piú totale, sopratutto sul tavolo della cucina. Tra cavi di alimentazione di chissá cosa, iPod sparsi a caso, qualche bicchiere vuoto e schede di memoria. Quando arriviamo, anche noi appoggiamo lí le nostre cose. Macchine fotografiche, cellulari, mazzi di chiavi e vestiario. Dopo poco si respira l'aria del Tamarindo. Guardando la superfice del tavolo completamente coperta da ogni sorta di oggetto tecnologico e non é inevitabile ripensare al caos che regnava giornalmente sul tavolo del tamarindo. Lí in cucina,tutti insieme quasi alle prime luci del mattino, distrutti dalla stanchezza e ancora di piú dal vino bevuto durante la serata, respiriamo per l'ultima volta la magia del Kenya, delle serata passate a fare niente ma cosí piene di ricordi ed emozioni.
Ognuno alla fine cerca il proprio rifugio di fortuna per passare le poche ore di sonno concessegli. Pochi fortunati useranno un letto, qualcuno i divani, altri la sdraio.
La mattina successiva per la casa si vedono vagare solo facce assonate e affamate. Sonia ci abbandona a casa sua per una festa di famiglia. Dopo aver ascoltato un pó di vecchi dischi (ah! il fascino del vinile!) decidiamo che sia ora di andare a mangiare, ma naturalmente non abbiamo nessuna idea, poca voglia di spendere soldi e ancora meno di sbatterci alla ricerca di qualche locale.
Optiamo per la soluzione piú semplice, imbucarci alla festa di famiglia e scroccare quanto piú possibile. Naturalmente prima telefoniamo per avvertire del nostro arrivo e assicurarci ci sia qualcosa da mangiare.
Vaniamo accolti da una simpatica combricola. Tutti si dimostrano simpatici e un pó chiaccheroni. Ci viene offerta pizza, focaccia, birra e la torta per i 50 anni di zia Anna (ormai ci sentiamo di famiglia). La giornata in campagna scorre veloce, tra 4 chicchere con gli zii, interminabili spiegazioni sulla strada del ritorno e una gita tra i prati e i boschi di Bellinzago. Tutto si conclude con i saluti di rito, baci, abbracci e la promessa di non perdersi di vista.

Un pó sembra finire un'avventura iniziata alcuni mesi fa e che ci siamo portati dentro per tutto questo tempo. Ora forse é ora di pensare alla prossima, cosa fare e dove andare.
La giornata é calda, dopo una punta d'inverno anticipata, questa prima metá di ottobre ci regala gli ultimi ricordi d'estate. Io e Mex siamo i primi ad arrivare a Bellinzago. Conosiamo cosí i genitori di Sonia. Scopriamo che la parlantina é di famiglia, o almeno di parte paterna.
Poco dopo arrivando Ale e Andrea, andiamo tutti insieme a visitare Badia, un piccolo borgo medioevale e pochi chilometri da Bellinzago. Si respira l'aria dell'autunno, ma la luce soffusa del sole morente regala un aria particolare al posto. Siamo forse gli unici visitatori. A parte i gatti che ci guardano con aria interrogativa prima di scappare ai nostri passi, non vediamo anima viva. Solo una simpatica signora esce dalla propria abitazione e ci racconta un pó di storia del borgo.
É quasi buio ormai, stanno per arrivare anche Francesco e Valeria ed é ora di tornare a casa per il rito del taglio dei capelli di Sonia. Nessuno sa perché, a qualcuno non interessa, altri sono stufi di chiederlo...ma Sonia vuole essere rapata a zero. Purtroppo la barbiera di fiducia é malata e cosí tocca ad Andrea improvvisarsi barbiere e procedere al taglio. Sembra quasi di assistere ad un rito sciamanico: Sonia in mezzo a noi a tagliarsi e farsi tagliare i capelli con le forbici prima di passare alla rasatura a macchinetta. Un modo originale per socchiudere una porta (Kenya) e aprirne un'altra (Sud America) con il botto.
Alla fine, in clamoroso ritardo raggiungiamo finalmente l'ACLI di Bellinzago dove si svolgerá la festicciola. Si ordinano le pizze, si aprono le bottiglie di vino e si mette su un pó di musica. La serata scorrerá cosí, tra partite di biliardo, di calcetto e un sacco di bicchieri di vino, fino ad un clamoroso giro tondo nella piazza di Bellinzago tra amici, conoscenti e perfetti sconosciuti. Poi di nuovo a casa dove regna il disordine piú totale, sopratutto sul tavolo della cucina. Tra cavi di alimentazione di chissá cosa, iPod sparsi a caso, qualche bicchiere vuoto e schede di memoria. Quando arriviamo, anche noi appoggiamo lí le nostre cose. Macchine fotografiche, cellulari, mazzi di chiavi e vestiario. Dopo poco si respira l'aria del Tamarindo. Guardando la superfice del tavolo completamente coperta da ogni sorta di oggetto tecnologico e non é inevitabile ripensare al caos che regnava giornalmente sul tavolo del tamarindo. Lí in cucina,tutti insieme quasi alle prime luci del mattino, distrutti dalla stanchezza e ancora di piú dal vino bevuto durante la serata, respiriamo per l'ultima volta la magia del Kenya, delle serata passate a fare niente ma cosí piene di ricordi ed emozioni.
Ognuno alla fine cerca il proprio rifugio di fortuna per passare le poche ore di sonno concessegli. Pochi fortunati useranno un letto, qualcuno i divani, altri la sdraio.
La mattina successiva per la casa si vedono vagare solo facce assonate e affamate. Sonia ci abbandona a casa sua per una festa di famiglia. Dopo aver ascoltato un pó di vecchi dischi (ah! il fascino del vinile!) decidiamo che sia ora di andare a mangiare, ma naturalmente non abbiamo nessuna idea, poca voglia di spendere soldi e ancora meno di sbatterci alla ricerca di qualche locale.
Optiamo per la soluzione piú semplice, imbucarci alla festa di famiglia e scroccare quanto piú possibile. Naturalmente prima telefoniamo per avvertire del nostro arrivo e assicurarci ci sia qualcosa da mangiare.
Vaniamo accolti da una simpatica combricola. Tutti si dimostrano simpatici e un pó chiaccheroni. Ci viene offerta pizza, focaccia, birra e la torta per i 50 anni di zia Anna (ormai ci sentiamo di famiglia). La giornata in campagna scorre veloce, tra 4 chicchere con gli zii, interminabili spiegazioni sulla strada del ritorno e una gita tra i prati e i boschi di Bellinzago. Tutto si conclude con i saluti di rito, baci, abbracci e la promessa di non perdersi di vista.
Un pó sembra finire un'avventura iniziata alcuni mesi fa e che ci siamo portati dentro per tutto questo tempo. Ora forse é ora di pensare alla prossima, cosa fare e dove andare.
lunedì 15 settembre 2008
Un mese fa oggi
Cosa ci rimane un mese dopo? Sembra passato molto piú tempo ed invece solo 30 giorni fa eravamo sul volo che ci avrebbe portato a Nairobi, ignari di ció che avremmo vissuto, senza un'idea precisa dei posti che avremmo visto e la gente che avremmo conosciuto.
Oggi la normalitá ha ripreso il sopravvento su tutto, i ricordi sbiadiscono, rimangono solo una manciata di foto e quella sensazione di vuoto che difficilmente riusciremo a colmare.
Qualcosa di Matiri peró é venuto via con noi, insieme alle emozioni abbiamo portato a casa nuove amicizie, rapporti nati anche per caso, nei pochi giorni vissuti insieme. Amici vicini e lontani con cui magari nascerá un amicizia capace di durare negli anni.
E poi abbiamo portato a casa la voglia di riprovarci, di ripetere questa fantastica esperienza, magari di tornare a Matiri, magari di andare in un altro posto. Ma dovunque verremo portati dal caso o dal destino, porteremo sempre con noi quella voglia di vivere e di sorridere che abbiamo imparato a leggere nei volti degli abitanti di Matiri.
Oggi la normalitá ha ripreso il sopravvento su tutto, i ricordi sbiadiscono, rimangono solo una manciata di foto e quella sensazione di vuoto che difficilmente riusciremo a colmare.
Qualcosa di Matiri peró é venuto via con noi, insieme alle emozioni abbiamo portato a casa nuove amicizie, rapporti nati anche per caso, nei pochi giorni vissuti insieme. Amici vicini e lontani con cui magari nascerá un amicizia capace di durare negli anni.
E poi abbiamo portato a casa la voglia di riprovarci, di ripetere questa fantastica esperienza, magari di tornare a Matiri, magari di andare in un altro posto. Ma dovunque verremo portati dal caso o dal destino, porteremo sempre con noi quella voglia di vivere e di sorridere che abbiamo imparato a leggere nei volti degli abitanti di Matiri.
sabato 6 settembre 2008
domenica 31 agosto 2008
Nuovamente a casa
Siamo tornati a casa. Il viaggio é stato piacevole ma malinconico. Ognuno era assorto un pó dai suoi pensieri. Tutto é stato troppo veloce. Mi sembra ieri che aprivo questo blog con il suo primo messaggio di speranza ed euforia per questa nuova avventura, e oggi mi ritrovo al punto di partenza a chiudere una pagina importante della nostra vita. Siamo amici da tanto tempo, insieme abbiamo condiviso i momenti belli e importanti delle nostre vite, storie comuni ma piene di passione. In queste due settimane abbiamo vissuto tante emozioni contrastanti che hanno cementato ancora di piú la nostra amicizia. Probabilmente passerá del tempo (quanto non possiamo saperlo) prima che su questo blog qualcuno scriva ancora righe piene di passione come quella che sentiamo ancora addosso, un pezzo di Matiri é venuto via con noi. Quello che abbiamo fatto, dovrá peró essere solo il primo mattone posato su qualcosa di importante, da ripetere e continuare. Questo é il mio augurio per il futuro.
Grazie.
Grazie.
Teo
venerdì 29 agosto 2008
Ultimo giorno a Matiri
E cosí siamo quasi giunti alla fine. Le righe che state leggendo potrebbero essere le ultime scritte qui da Matiri. Domani mattina un'ambulanza ci porterá a Nairobi dove trascorreremo le ultime ore di soggiorno in Kenya accompagnati a zonzo da Kithinji. Probabilmente sbrigheremo le ultime pratiche da turisti, qualche regalo per mogli/fidanzate/sorelle/amiche/mamme (a seconda della disponibilitá femminile dei componenti del trio) e poi rientreremo in Italia.
Ognuno di noi qui ha seguito un proprio percorso e vissuto le proprie esperienze, alcune in comune, atre profondamente personali. Avremo tutto il tempo per capire che cosa portiamo via da qui e che cosa invece lasciamo.
Oggi é il momento di tirare le prime somme dell'esperienza vissuta qui, di ringraziare tutti quelli che ci hanno accompagnato in questa piccola avventura.
Prima peró vogliamo condividere con tutti quelli che ci hanno seguito finora le prime sensazioni che abbiamo provato arrivando qui. Un piccolo estratto dei 43 km sterrati che collegano Chuka a Matiri, e che, naturalmente, sono arrivati dopo 3 ore e mezza di paura sulla strada asfaltata che collega Nairobi a Chuka.
In ordine chiaramente sparso (per prevenire l'eventuale egocentrismo di qualcuno) non possiamo non iniziare a salutare Sonia, una molla sempre carica (a volte troppo), sempre pronta a correre/fare/organizzare. Difficile starle dietro, ma sempre pronta a farti scoprire cose nuove e sorprendenti, con quei gesti infantili e innocenti che non possono non strappare almeno un sorriso. Poi c'era (c'é ancora qui, ma non ci saremo piú noi), Stefania, la direttrice dell'ospedale, impegnata a tenere a bada questa gabbia di matti, cercando di far funzionare il funzionabile. Ci mancheranno le partite a biliardo con lei e il caffé giá zuccherato e mescolato che ci serviva tutte le sere. The least but not last, Ale, il nostro coordinatore/capo e fornitore di cartine e tabacco con cui abbiamo lavorato qui e con cui speriamo di lavorare ancora, qui o lá nel mondo!
I ragazzi che ci hanno preceduto e con cui purtroppo abbiamo avuto solo pochi giorni per condividere tutto questo. Pochi ma bellissimi giorni, coronati nel momorabile 5 a 5 tra Italia e Kenya sulla terra rossa della missione. Grazie allora a Mattia, Antonella, Andrea, Piero e Giusy.
Un saluto speciale ad Ivanohe (Ivana) e Olivia (Antonia), due signore che hanno dedicato tanti anni della loro vita ad aiutare qualcuno qui in Africa. Due signore di mezza etá particolari, ma qui di normale abbiamo trovato poco, ma simpatiche, sincere e sempre pronte ad imbandire la tavola con qualsiasi cosa fosse commestibile.
Tutto lo staff, le persone che erano qui, di cui ci é impossibile ricordare tutti i nomi ma di cui non dimenticheremo mai i volti, gli sguardi e le risate nelle ventose serate passate sotto la tettoia del tamarindo.
Grazie a tutti i bambini che abbiamo incontrato, alla loro capacitá di sorridere ad una vita tanto difficile. Lo sguardo fiero delle persone che abbiamo incontrato qui non lo dimenticheremo mai.

p.s. la foto continua la tradizione....
Il Cairo 2007
Barcellona 2007
Ognuno di noi qui ha seguito un proprio percorso e vissuto le proprie esperienze, alcune in comune, atre profondamente personali. Avremo tutto il tempo per capire che cosa portiamo via da qui e che cosa invece lasciamo.
Oggi é il momento di tirare le prime somme dell'esperienza vissuta qui, di ringraziare tutti quelli che ci hanno accompagnato in questa piccola avventura.
Prima peró vogliamo condividere con tutti quelli che ci hanno seguito finora le prime sensazioni che abbiamo provato arrivando qui. Un piccolo estratto dei 43 km sterrati che collegano Chuka a Matiri, e che, naturalmente, sono arrivati dopo 3 ore e mezza di paura sulla strada asfaltata che collega Nairobi a Chuka.
In ordine chiaramente sparso (per prevenire l'eventuale egocentrismo di qualcuno) non possiamo non iniziare a salutare Sonia, una molla sempre carica (a volte troppo), sempre pronta a correre/fare/organizzare. Difficile starle dietro, ma sempre pronta a farti scoprire cose nuove e sorprendenti, con quei gesti infantili e innocenti che non possono non strappare almeno un sorriso. Poi c'era (c'é ancora qui, ma non ci saremo piú noi), Stefania, la direttrice dell'ospedale, impegnata a tenere a bada questa gabbia di matti, cercando di far funzionare il funzionabile. Ci mancheranno le partite a biliardo con lei e il caffé giá zuccherato e mescolato che ci serviva tutte le sere. The least but not last, Ale, il nostro coordinatore/capo e fornitore di cartine e tabacco con cui abbiamo lavorato qui e con cui speriamo di lavorare ancora, qui o lá nel mondo!
I ragazzi che ci hanno preceduto e con cui purtroppo abbiamo avuto solo pochi giorni per condividere tutto questo. Pochi ma bellissimi giorni, coronati nel momorabile 5 a 5 tra Italia e Kenya sulla terra rossa della missione. Grazie allora a Mattia, Antonella, Andrea, Piero e Giusy.
Un saluto speciale ad Ivanohe (Ivana) e Olivia (Antonia), due signore che hanno dedicato tanti anni della loro vita ad aiutare qualcuno qui in Africa. Due signore di mezza etá particolari, ma qui di normale abbiamo trovato poco, ma simpatiche, sincere e sempre pronte ad imbandire la tavola con qualsiasi cosa fosse commestibile.
Tutto lo staff, le persone che erano qui, di cui ci é impossibile ricordare tutti i nomi ma di cui non dimenticheremo mai i volti, gli sguardi e le risate nelle ventose serate passate sotto la tettoia del tamarindo.
Grazie a tutti i bambini che abbiamo incontrato, alla loro capacitá di sorridere ad una vita tanto difficile. Lo sguardo fiero delle persone che abbiamo incontrato qui non lo dimenticheremo mai.
p.s. la foto continua la tradizione....
Il Cairo 2007
Barcellona 2007
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